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Sacello Baracca

Sacello Baracca

A Nervesa della Battaglia è stato intitolato un monumento a Francesco Baracca. La costruzione del Sacello Baracca avvenne su progetto del geometra Marabini di Lugo di Romagna. Dal punto di vista architettonico, l’opera è costituita da otto colonne doriche, contornate da fregi metallici a sostegno della cupola. Sulla sommità è posta una piccola croce e sul tamburo sono state incise le seguenti parole: “Così principia / il salmo di questo re / 19-6-1918 / Di morte in morte / di meta in meta / di vittoria in vittoria / così comincia il suo inno senza lira”. Alla base del monumento, su una lastra di marmo di Verona, vi sono due suoi emblemi tipici: l’ippogrifo e il cavallino rampante. Il luogo su cui sorge il monumento non corrisponde al luogo di ritrovamento del corpo. Per la costruzione del Sacello è stato scelto un sito più facilmente raggiungibile e da cui si può ammirare tutta la pianura trevigiana (Presa I del Montello).

Francesco Baracca, nato a Lugo di Romagna il 9 maggio 1888, figlio unico di una famiglia benestante (il padre era un possidente terriero e uomo d’affari, la madre era la contessa Paolina Biancoli), per le sue abilità letterarie avrebbe potuto seguire la carriera umanistica, ma preferì intraprendere quella militare.

Si iscrisse alla Sezione Ufficiali della Scuola Militare di Modena e nel 1909 si trasferì alla Scuola di Applicazione di Cavalleria di Pinerolo.
L’anno successivo Baracca venne destinato al Reggimento Piemonte Reale.

Nel 1912, la sua domanda per essere assegnato all’Aviazione venne accettata e partì quindi con un gruppo di quattro ufficiali verso la Scuola di pilotaggio di Betheny (vicino Reims) in Francia. Dopo aver ottenuto il brevetto di pilota militare italiano, nel 1913 venne assegnato alla 6^ Squadriglia di Busto Arsizio, dotata di monoplani Nieuport.
Nel 1917 gli venne conferita la Medaglia d’oro al Valor Militare con la seguente motivazione: “Campione indiscusso di abilità e coraggio, sublime affermazione delle virtù italiane di slancio e di audacia”.

Numerose sono le missioni a cui il Maggiore Baracca ha preso parte durante la Prima Guerra Mondiale, come parecchi sono stati i combattimenti in cui è stato coinvolto (circa 36 quelli in cui ha avuto la meglio). L’ultima battaglia lo ha visto protagonista proprio sul Montello, dove Baracca ha trovato la morte il 19 giugno del 1918, mentre imperversava la Battaglia del Solstizio (15-23 giugno 1918).

Le esequie di Francesco Baracca si svolsero il 26 giugno a Quinto di Treviso e l’elogio funebre venne pronunciato da un grande ammiratore dell’Asso degli Assi dell’Aviazione italiana: Gabriele d’Annunzio.

La salma del Maggiore tornò nel paese natio, Lugo di Romagna, due giorni dopo e il 30 giugno si svolsero i funerali. Nel 1923 Enzo Ferrari fece la conoscenza dei genitori del Maggiore Francesco Baracca. La madre, la contessa Paolini, concesse l’utilizzo del famoso cavallino rampante, emblema che distingueva l’aereo di Baracca, sulle auto prodotte dalla Ferrari. C’è una differenza però: la coda del cavallo di Baracca è rivolta verso il basso, mentre quella disegnata sulle Ferrari è indirizzata vero l’alto.
Dal 1968 Nervesa della Battaglia è gemellata con la città di Lugo di Romagna.